Vagavo tra pensieri e siti, quando mi sono imbattuta in un'artista che non ricordavo di conoscere, ma che merita ascolto. Un'artista che ha qualcosa di ipnotico nella voce...
A tutti gli amanti del folk, buon ascolto.martedì 6 gennaio 2009
sabato 3 gennaio 2009
[Libro] La musica sveglia il tempo
giovedì 1 gennaio 2009
Prospettive e Retroscena
Si Vale! Questa è la nostra canzone, ma ti prometto
che ce la faremo, come sempre!
Anche questa volta, INSIEME!
Smackkkk :)
che ce la faremo, come sempre!
Anche questa volta, INSIEME!
Smackkkk :)
Eccoci qui. Un post il primo giorno dell'anno nuovo mi sembrava doveroso o, visto che non so nei confronti di chi lo sarebbe, quanto meno importante.
L'ombra del 2008 è ancora alla porta e probabilmente, almeno nella mia vita, allungherà il suo strascico ancora per qualche tempo... Forse sarebbe bello se il countdown verso la mezzanotte azzerasse realmente tutto, ma quello che mi auguro sia oggi evidente per il mondo intero è che ogni giorno è il giorno giusto per iniziare a sperare, a sorridere ed intraprendere il cammino verso i propri sogni. Perchè nella vita non ci sono nè vinti nè vincitori, ma solo persone che ci credono o no.
Io ci credo.
E voi?
Auguri di cuore a tutti!

martedì 30 dicembre 2008
Bagliori
lunedì 29 dicembre 2008
Primi passi sulla neve!
mercoledì 17 dicembre 2008
IMPORTANTISSIMO!
Io spero che tutti riescano a trovare il tempo per visionare questo video e rifletterci un po' su perchè è davvero di vitale importanza rendersi conto delle nostre azioni. Più consapevolezza forse vuol dire un futuro migliore. Guardiamo, pensiamo e cerchiamo davvero di fare qualcosa!
[Libro] E se covano i lupi
L'altra notte ho finito di leggere "E se covano i lupi" della Mastrocola.
Davvero carino! :D Sarà che a me piace lo stile della Mastrocola ed ero già rimasta entusiasta di "Che animale sei?", sta di fatto che i suoi libri son delle vere e proprie favole per adulti, parodie di una società dove ogni singolo animale fantastico diventa il rappresentante di una categoria molto reale! E così in questo secondo imperdibile appuntamento troviamo tra i tanti: la sig.a Cicova (ovviamente una gatta!), il direttore del giornale Sig. Strutz (uno col vizio di metter la testa sotto la sabbia, chissà perchè...), i tacchini manager, i gufi benpensanti, la giornalista Esangue Suga (vi ricorda niente?), il mitico riccio Richmond l'amico che tutti vorrebbero avere, e molti, molti altri ancora! Questa volta poi, il nostro Lupo sarà impegnato con dei pensieri filosofici sull'attesa, e se volete sapere perchè "L'attesa e stare con il naso schiacciato contro una vetrata"... beh! non vi resta che leggerlo!
Davvero carino! :D Sarà che a me piace lo stile della Mastrocola ed ero già rimasta entusiasta di "Che animale sei?", sta di fatto che i suoi libri son delle vere e proprie favole per adulti, parodie di una società dove ogni singolo animale fantastico diventa il rappresentante di una categoria molto reale! E così in questo secondo imperdibile appuntamento troviamo tra i tanti: la sig.a Cicova (ovviamente una gatta!), il direttore del giornale Sig. Strutz (uno col vizio di metter la testa sotto la sabbia, chissà perchè...), i tacchini manager, i gufi benpensanti, la giornalista Esangue Suga (vi ricorda niente?), il mitico riccio Richmond l'amico che tutti vorrebbero avere, e molti, molti altri ancora! Questa volta poi, il nostro Lupo sarà impegnato con dei pensieri filosofici sull'attesa, e se volete sapere perchè "L'attesa e stare con il naso schiacciato contro una vetrata"... beh! non vi resta che leggerlo!
martedì 16 dicembre 2008
Sta notte...
Ho bisogno di un nuovo spazio per annotare i miei pensieri.
Aria nuova che mi salvi dal ristagno del passato e dell'appena passato.
Vie di fuga per riprogettarsi il proprio mondo.
Sbollire, defluire, reinventarmi e poi pascere tranquilla me stessa, riposare in me stessa: nuova e vecchia compagna di sempre.
Ho scoperto che la solitudine confonde, trasforma: attecchisce velenosi pensieri di potenza (onnipotenza) e ti fa perdere il contatto con le cose. La solitudine ti cambia in peggio: ti vortica intorno nel suo strabiliante luccichio e ti insinua la malattia del pensiero.
Nelle difficoltà "quotidiane" ritrovo me stessa: con gli stessi difetti (infinito otium dilagante ed evanescente nelle vita che scorre senza capo nè coda col suo senso), ma -grazie al Cielo!- con la forza della mia umanità, la mia speranza: ritrovo l'umiltà di un microcosmo incantato e pulito da proteggere, curare, custodire.
Ritrovo me stessa nelle difficoltà della mia vita, VIVENDO l'attesa del proprio destino.
Aria nuova che mi salvi dal ristagno del passato e dell'appena passato.
Vie di fuga per riprogettarsi il proprio mondo.
Sbollire, defluire, reinventarmi e poi pascere tranquilla me stessa, riposare in me stessa: nuova e vecchia compagna di sempre.
Ho scoperto che la solitudine confonde, trasforma: attecchisce velenosi pensieri di potenza (onnipotenza) e ti fa perdere il contatto con le cose. La solitudine ti cambia in peggio: ti vortica intorno nel suo strabiliante luccichio e ti insinua la malattia del pensiero.
Nelle difficoltà "quotidiane" ritrovo me stessa: con gli stessi difetti (infinito otium dilagante ed evanescente nelle vita che scorre senza capo nè coda col suo senso), ma -grazie al Cielo!- con la forza della mia umanità, la mia speranza: ritrovo l'umiltà di un microcosmo incantato e pulito da proteggere, curare, custodire.
Ritrovo me stessa nelle difficoltà della mia vita, VIVENDO l'attesa del proprio destino.
venerdì 5 dicembre 2008
Elucubrazione

Febbricitanti e caotici i miei pensieri... eppure senza tempo.
Si rincorrono su un'armonia angelica, intrisa di feroce speranza e struggente malinconia.
Sono viva e rincorro il singolo istante
vuoto, perchè incapace di dar ordine alle schegge che ho accuramente riposto.
Risuono e rifletto note non mie, fuse con le mie.
Vibro una musica nuova, ma da sempre esistita
e mi preparo alla lotta più antica che c'è.
sabato 8 novembre 2008
Notte di stelle
"Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare."
(Infinito, G. Leopardi)
Stanotte, che notte!
Muovendosi tra le strade deserte, a seconda delle zone, cieli diversi.
In alcuni punti la foschia lo rendeva spettrale: gli alberi spogli, con le loro lunghe braccia, erano protesi, imploranti, verso una luna distratta: una mezza tazzina di caffè un po' sollevata.
Ma lì dove non c'era nebbia, che cielo! Luminoso e palpitante pungeva l'anima come il freddo la carne. Strano pizzicorio di incanto, un arabesco di intrecci splendenti avvolgenti e vorticosi quasi da far girare la testa. Beltageuse e Rigel -gli occhi di Orione- il primo incanto; ancore di un viaggio senza ritorno. Poco dietro il Toro, sempre sulla difensiva, che neanche l'arruzzo delle Pleiadi riesce a calmare. E sei lì che passeggi, nella tua notte, cacciatrice di stelle, con un'armonia in testa e l'echeggiare di latriti di cane in lontananza quando, lo sguardo di Sirio, ti immobilizza, e al centro del suo fiuto cosmico ci sei tu. Proprio tu. Strana inaspettata sensazione: foglie bagnate sotto le scarpe ovattano i tuoi passi alla porta del sogno; uscio di luci, di ombre, di sbarluccicanti attimi -magico mondo del significato!- in cui ti senti cacciatrice e preda del fato stesso.
Muovendosi tra le strade deserte, a seconda delle zone, cieli diversi.
In alcuni punti la foschia lo rendeva spettrale: gli alberi spogli, con le loro lunghe braccia, erano protesi, imploranti, verso una luna distratta: una mezza tazzina di caffè un po' sollevata.
Ma lì dove non c'era nebbia, che cielo! Luminoso e palpitante pungeva l'anima come il freddo la carne. Strano pizzicorio di incanto, un arabesco di intrecci splendenti avvolgenti e vorticosi quasi da far girare la testa. Beltageuse e Rigel -gli occhi di Orione- il primo incanto; ancore di un viaggio senza ritorno. Poco dietro il Toro, sempre sulla difensiva, che neanche l'arruzzo delle Pleiadi riesce a calmare. E sei lì che passeggi, nella tua notte, cacciatrice di stelle, con un'armonia in testa e l'echeggiare di latriti di cane in lontananza quando, lo sguardo di Sirio, ti immobilizza, e al centro del suo fiuto cosmico ci sei tu. Proprio tu. Strana inaspettata sensazione: foglie bagnate sotto le scarpe ovattano i tuoi passi alla porta del sogno; uscio di luci, di ombre, di sbarluccicanti attimi -magico mondo del significato!- in cui ti senti cacciatrice e preda del fato stesso.
giovedì 6 novembre 2008
That's life!
Siiiiiiiiiiiii! That's life! :D
Ma quanto è bravo Frank!?
"Sono stato un burattino, un povero, un pirata,
Un poeta, un pedone e un re.
Sono stato su e giù e al di sopra e al di fuori
E so una cosa:
Ogni volta che mi ritrovo me stesso spiaccicato contro la mia faccia,
Mi tiro su e torno in gara."
Ma quanto è bravo Frank!?
"Sono stato un burattino, un povero, un pirata,
Un poeta, un pedone e un re.
Sono stato su e giù e al di sopra e al di fuori
E so una cosa:
Ogni volta che mi ritrovo me stesso spiaccicato contro la mia faccia,
Mi tiro su e torno in gara."
domenica 2 novembre 2008
giovedì 30 ottobre 2008
Foglie d'autunno
Soffi di vento che ti spingono oltre.
Scatta qualcosa, e dondoli libero ed incerto nel tuo cammino.
Sbuffi di vento che si prendono gioco di te.
Sospinto impercettibilmente nemmeno tu sai dove; oscilli,
Volo [fluttuando in un'armonia avvolgente.
Scaldante, l'alito caldo del destino ti culla nel tuo viaggio verso terra,
di una foglia [o verso dove chissà.
Sobbalzi in questa danza liscia, turbinante su te stesso.
Stesso te di sempre, stesso te che non ti sei mai visto.
Scivoli sul tuo corso e quasi
Sfiori il..
Senso. Ma la brezza riprende il suo corso e tu il tuo con essa:
Shekerato
Sconcertato
Sconvolto
Scombinato.
Scolorito il ricordo di cosa che fu,
Sbiadite le arroganti certezze che sapevi
Sbagliate.
Sbollire il caos, riprendere il fiume, trasportato nell'imprevedibile
di acero [ritmo, nell'indefinibile margine del
Suolo di una
Stella.
Scatta qualcosa, e dondoli libero ed incerto nel tuo cammino.
Sbuffi di vento che si prendono gioco di te.
Sospinto impercettibilmente nemmeno tu sai dove; oscilli,
Volo [fluttuando in un'armonia avvolgente.
Scaldante, l'alito caldo del destino ti culla nel tuo viaggio verso terra,
di una foglia [o verso dove chissà.
Sobbalzi in questa danza liscia, turbinante su te stesso.
Stesso te di sempre, stesso te che non ti sei mai visto.
Scivoli sul tuo corso e quasi
Sfiori il..
Senso. Ma la brezza riprende il suo corso e tu il tuo con essa:
Shekerato
Sconcertato
Sconvolto
Scombinato.
Scolorito il ricordo di cosa che fu,
Sbiadite le arroganti certezze che sapevi
Sbagliate.
Sbollire il caos, riprendere il fiume, trasportato nell'imprevedibile
di acero [ritmo, nell'indefinibile margine del
Suolo di una
Stella.
mercoledì 29 ottobre 2008
Pensieri
Nonostante sia passato un po' di tempo, non ho foto da mettere. Niente slanci artistici, tentativi particolari di cogliere una realtà solo tua. Niente caccia alla realtà che si trasforma, ma solo attenzione agli attimi che ti avvolgono.
E' molto che non scrivo qui, molto che non vi accedevo... eppure questo tempo mi è volato, calata nell'inesauribile freneticità della mia vita.
Momenti brutti, momenti belli. Momenti miei. Assoporati uno ad uno in un lungo sorso mando giù "alla goccia".
Colori, viaggi, suoni, aria che opprime, aria che salva...
Se potessimo analizzare ogni singolo istante delle nostre esistenze quanti spunti e quante riflessioni! E mi ritrovo qui, in una sera come tante, a notare come ci siano quotidianità che uccidono e routine che salvano. Disprezziamo quello che abbiamo, ma se ci viene tolto lo amiamo alla follia e ne cogliamo il senso solo quando il rubinetto del non-senso si inizia ad aprire nelle nostre vite e inizia a bollire in noi un urlo sordo. Solo dopo le stesse tinte, dello stesso sole, infondono in noi calori diversi, protagonisti di un quadro che ci salva uccidendoci. Così, la quiete dopo la tempesta ha tutto un altro gusto che la quiete senz'essa, e solo così dopo un'estenuante lotta si può riprendere a sognare. Perchè i sogni aiutano a vivere, i sogni aiutano a vivere, i sogni aiutano a vivere. Come aiutano le piccole cose, frammenti che recupero alla ricerca di me.
E' molto che non scrivo qui, molto che non vi accedevo... eppure questo tempo mi è volato, calata nell'inesauribile freneticità della mia vita.
Momenti brutti, momenti belli. Momenti miei. Assoporati uno ad uno in un lungo sorso mando giù "alla goccia".
Colori, viaggi, suoni, aria che opprime, aria che salva...
Se potessimo analizzare ogni singolo istante delle nostre esistenze quanti spunti e quante riflessioni! E mi ritrovo qui, in una sera come tante, a notare come ci siano quotidianità che uccidono e routine che salvano. Disprezziamo quello che abbiamo, ma se ci viene tolto lo amiamo alla follia e ne cogliamo il senso solo quando il rubinetto del non-senso si inizia ad aprire nelle nostre vite e inizia a bollire in noi un urlo sordo. Solo dopo le stesse tinte, dello stesso sole, infondono in noi calori diversi, protagonisti di un quadro che ci salva uccidendoci. Così, la quiete dopo la tempesta ha tutto un altro gusto che la quiete senz'essa, e solo così dopo un'estenuante lotta si può riprendere a sognare. Perchè i sogni aiutano a vivere, i sogni aiutano a vivere, i sogni aiutano a vivere. Come aiutano le piccole cose, frammenti che recupero alla ricerca di me.
Un omaggio alla vita
Le note di Einaudi scorrono spesso come colonna sonora della mia vita: accompagnano le libere associazioni lungo le mie peregrinazioni da curiosa viaggiante.
Ho trovato questo video su youtube, penso che sia un bel lavoro per omaggiare le nostre vite, i nostri cari e i nostri daimon.
Buon ascolto a tutti.
Le note di Einaudi scorrono spesso come colonna sonora della mia vita: accompagnano le libere associazioni lungo le mie peregrinazioni da curiosa viaggiante.
Ho trovato questo video su youtube, penso che sia un bel lavoro per omaggiare le nostre vite, i nostri cari e i nostri daimon.
Buon ascolto a tutti.
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